Viaggio di ritorno

Tristezza, malinconia, nostalgia… ma anche bei ricordi che avrei portato sempre con me.

Queste sono le sensazioni che ho provato durante il viaggio di ritorno a casa. A Burgos c’è l’aeroporto, ma è piccolo, costruito di recente e di conseguenza non esegue voli internazionali, ma solo dentro la penisola Iberica; e così ogni volta io arrivavo a Burgos dopo tre ore di autobus da Madrid. Era pesante come viaggio, soprattutto perché dopo la stanchezza dell’aereo si aggiungeva anche quella del bus, e tre ore non sono poche!

Queste sono le foto che ho scattato dall’autobus che mi stava portando a Madrid, al mio ritorno, ammirando questi paesaggi e questi cieli splendidi… e con un conflitto di stati d’animi positivi e negativi dentro me.

Ma con una certezza nel cuore: tornerò Burgos, vedrai che tornerò!

Erasmus una vez, Erasmus para siempre!

Buongiorno a tutti! 🙂
Oggi parliamo del motivo per il quale ho vissuto a Burgos… scusate se non ve l’ho spiegato subito e voi vi sarete chiesti “ma questa cosa ci faceva lì, proprio a Burgos???”, ma volevo aspettare il momento giusto per farlo! Ho voluto parlarvi prima della città e delle sue bellezze, per poi concentrarmi sul motivo della mia permanenza lì: ci sono stata in Erasmus.
Quanto desideravo andare in Erasmus! Era una vita che sognavo di viaggiare, stare a contatto con diverse culture, parlare una lingua diversa… conoscere il mondo insomma!
Dopo aver fatto domanda, scopro di essere entrata in graduatoria: ce l’avevo fatta, il mio sogno stava per avverarsi! Dopo poco tutti noi studenti che eravamo stati accettati veniamo convocati in una riunione “per conoscere meglio le mete”, pensavo io. Invece in quella riunione si sarebbero firmati i contratti e decise le sorti di tutti… e anche la mia. Purtroppo non ero una dei primi in graduatoria, quindi ho visto passarmi davanti tutte le mete più comuni e gettonate. Finché non tocca a me. Erano rimaste solo due mete: la nostra Burgos, ed un’altra città che non avevo mai sentito e che quindi non conoscevo assolutamente. Ero di fronte ad un bivio: partire o non partire? E, se partire, dove andare? Che meta scegliere? E dovevo prendere in pochi minuti la decisione più importante della mia vita. In quel poco tempo a disposizione ho pensato di tutto, e mi sono anche fatta consigliare dai due responsabili del progetto Erasmus della mia università. Loro, dopo avermi parlato benissimo e avermi raccomandato caldamente Burgos, mi hanno invitato per l’ultima volta a fare una scelta. In quel momento sono stata investita da una sensazione indescrivibile, un’adrenalina pazzesca mi ha assalito, e ho realizzato che se non avessi firmato quel contratto, se avessi rinunciato al mio sogno, mi sarei pentita per sempre. Così ho detto: “SI! VADO A BURGOS!”, senza sapere minimamente dove si trovasse questa città.
Tutto questo successe a febbraio 2012, e dopo un’estate di incertezze, dubbi e domande, il 4 ottobre 2012 sono partita per Burgos, insieme a Michela, la mia compagna d’Erasmus. Dopo qualche periodo di spaesamento, malinconia (avendo lasciato ogni abitudine, sicurezza, amici, comodità), mi sono adattata molto bene alla vita lontano da casa, e mi sono innamorata giorno dopo giorno di Burgos. E’ una città molto tranquilla in cui vivere, in cui vengono organizzate molte feste ed incontri per far conoscere i ragazzi di diverse nazionalità. La gente, in un primo momento fredda e distaccata (come il suo clima), poi si rivela disponibile e pronta ad aiutarti. Questo è quello che ho apprezzato di più.
E’ stata un’esperienza meravigliosa, ho vissuto per la prima volta da sola, ho dovuto contare solo su me stessa e sulle mie risorse. E’ stata un’esperienza che mi ha insegnato veramente tanto. Non capivo chi continuava a dirmi che “un Erasmus ti apre gli occhi e la mente” perché, anche se non avevo la presunzione di aver già visto tutto a questo mondo, pensavo di conoscerlo piuttosto bene. E invece ti rendi conto di quanto “questo mondo” davvero sia vasto, e di questa vastità quali siano gli aspetti che realmente contino. Ti rendi conto che l’Italia non è che un briciolo di tutto quello che le sta accanto, impari ad apprezzare meglio alcuni aspetti e a disprezzarne altri, sia italiani che stranieri.
Quando l’Erasmus è finito, e purtroppo è arrivato il momento di tornare a casa, sono stata molto triste e piena di nostalgia. Ma mi sono ripromessa che tornerò a Burgos, il posto che ho nel cuore, e in cui ho lasciato un pezzettino del mio cuore. Ma non solo! Questa esperienza mi ha fatto riscoprire il piacere e la magia di viaggiare, e appena potrò intraprenderò un lungo viaggio per conoscere le meraviglie del mondo!

    Sorriso

    Sorriso

La città delle statue

Oggi parliamo di una particolarità della città di Burgos: è piena di statue. Letteralmente invasa 🙂

Ora vi mostrerò quelle più importanti, belle e simpatiche.

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Una delle statue più amate di Burgos è quella dedicata al Cid Campeador. Si trova nell’omonima piazza, in pieno centro città, di fronte al Teatro Principal. Il monumento consiste in un piccolo giardino sul quale si trova il piedistallo in marmo rosaceo. Su di esso giacciono diverse iscrizioni che narrano le vicende del Cid. Sopra si erge la statua equestre di Rodrigo de Vivar (alta circa 4 m e realizzata in bronzo), portando la spada che indica la direzione dell’esilio.

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La statua della Castañera è di sicuro una delle sculture cittadine più viste di Burgos, poiché si trova in uno degli accessi più importanti e frequentati del centro storico della città, il Paseo del Espolòn, di fronte all’Arco de Santa Marìa. In bronzo, raffigura una donna nell’atto di arrostire e vendere castagne, in omaggio a una venditrice di caldarroste che si trovava sempre in questo viale vicino al fiume Arlanzòn, nonostante il freddo.

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Questa statua è situata nel centro della Plaza Mayor di Burgos, proprio di fronte alla facciata principale del municipio. Consiste in una scultura di bronzo che rappresenta il Re Carlos III, collocata su un piedistallo a base quadrata che presenta un’iscrizione commemorativa.

 

A seguire la galleria delle altre statue di Burgos 🙂

 

La cattedrale

Ciao ragazzi 🙂

Ecco finalmente il monumento, la meraviglia di cui voglio parlarvi sin dall’inizio di questo blog, sperando di farvi provare almeno un minimo dell’emozione che ho provato io vedendola…. oggi parliamo della cattedrale di Burgos.

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La  “catedral de Burgos” è una cattedrale gotica del XIII secolo, ed è a mio parere il monumento più importante e per il quale si distingue e conosce la città di Burgos. E’ dedicata alla Vergine Maria ed è famosa per la sua architettura unica e per le sue dimensioni.

La costruzione della cattedrale venne ordinata dal re Ferdinando III di Castiglia, la cui intenzione era quella di ampliare il tempio in cui si celebrarono le sue nozze con Beatrice di Svevia, e dal Vescovo Maurizio di Burgos.

Anche se predomina il gotico, la cattedrale fonde anche altri stili artistici, visto che la sua costruzione si prolungò dal 1221 al 1567.

Nella facciata principale si apre la Porta del Perdòn, impreziosita da un rosone a stella e da un gruppo di statue che rappresentano i re di Castiglia. Su entrambi i lati si elevano le torri, alte 84 metri, e sormontate da magnifiche guglie frastagliate del XV secolo. Ma il complesso scultoreo più bello è quello della Porta del Sarmental, con l’immagine di un Cristo Pantocratore (raffigurazione bizantina: in atteggiamento maestoso e severo, seduto su un trono, nell’atto di benedire con le tre dita della mano destra) circondato dagli apostoli e dagli evangelisti. 

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All’interno di notevole bellezza il tamburo della navata centrale, sormontato da una splendida volta mudéjar, sotto la quale giacciono i resti di Rodrigo Dìaz de Vivar, El Cid Campeador, e di sua moglie Donna Jimena. Molto vicino si trova la bella Scala Dorata, realizzata nel XVI secolo e ispirata al Rinascimento Italiano. Ai lati si aprono 19 cappelle, tra cui importanti quelle del Connetabile e di Santa Tecla. Il tempio custodisce anche pregiate opere d’arte: una collezione unica formata da eccezionali oggetti, che comprende pale d’altare, dipinti, stalli del coro, tombe e sculture.

Il 31 ottobre 1984 l’UNESCO inserì la cattedrale tra i Patrimoni dell’umanità, unica cattedrale spagnola ad averne l’onore.

Nel 2012 la zecca spagnola ha dedicato una moneta commemorativa da 2 euro alla cattedrale.

 

 

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La prima volta che l’ho vista sono rimasta senza fiato, completamente spiazzata dalla sua bellezza… E piano piano è diventata  per me un punto di riferimento, mi piaceva passeggiarle accanto, fermarmi ad ammirarla; restavo molto tempo a guardarla, come ipnotizzata, contemplavo le sue punte che sembrava toccassero il cielo, ed era il mio soggetto preferito da fotografare. Mi sono sbizzarrita, le ho scattato moltissime foto! Ma cos’altro potevo fare? Mi ha catturato, affascinato e… non mi ha lasciata andare. Ancora adesso la sogno ad occhi aperti. E’ una delle opere a cui resterò per sempre legata!

 

So che ci sono foto ovunque della cattedrale, ma voglio riproporvele in una galleria esclusiva, ed un video dettagliato!

Buona visione! 🙂

 

“Due anni interi non sarebbero sufficienti per ammirare tutto ciò che contiene, poiché immensa come una piramide e squisita come una pietra preziosa”

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El Camino de Santiago

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Avevo già introdotto l’argomento, con le citazioni tratte dal libro di Paulo Coelho, intitolato appunto “Il Cammino di Santiago”. Ma voglio ancora soffermarmi su questo pellegrinaggio, perché merita di essere trattato, spiegato, e perché secondo me tutti noi almeno una volta nella vita dovremmo intraprendere questo “viaggio”, ovunque esso ci porti.

Il Cammino di Santiago è il lungo percorso che i pellegrini intraprendono fin dal Medioevo, attraverso la Francia e la Spagna, per giungere al Santuario di Santiago de Compostela, dove si trova la tomba di Giacomo il Maggiore.

Le strade francesi e spagnole che compongono l’itinerario sono state dichiarate Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Un po’ di storia: il Cammino di Santiago è legato alla presenza della tomba di Giacomo il Maggiore e al suo ritrovamento (IX secolo).

La città di Santiago fu distrutta e poi ricostruita, facendo edificare la cattedrale, ed arricchendola con numerose reliquie.

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Le principali vie di terra che convergevano verso Santiago, sono descritte nel Codex calixtinus e sono:

  • dall’Italia la via Francigena, e poi la via Tolosana fino ai Pirenei;
  • dalla Francia le vie erano svariate: la via Tolosana (cammino utilizzato anche dai pellegrini tedeschi), la via Podense, la via Lemovicense e la via Turonense (utilizzata dai pellegrini che arrivavano dall’Inghilterra, dai Paesi bassi e dalla Germania del Nord.

Per qualunque cammino arrivassero i pellegrini, il punto di raccolta ed incontro è il Puente la Reina.

Le successive, necessarie tappe erano:

Estella, Najera, Burgos, Fròmista, Sahagùn, Leòn, Rabanal del Camino, Villafranca del Bierzo, Triacastela, Palas del Rei.

E si arriva finalmente a Santiago. Credo che sia un’esperienza meravigliosa. Mi piacerebbe tantissimo percorrere questo viaggio, che mi arricchirà parecchio. Spero di poterlo fare presto, anche perché questo sarà un pretesto per tornare nella mia Burgos, che mi manca da morire.
Quando finalmente diventerò una pellegrina e percorrerò il Cammino di Santiago, vi racconterò la mia esperienza!

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Bicibur

Ciao a tutti!

Scusate se sono stata assente per un po’, ma ci sono state le vacanze pasquali ed i festeggiamenti 🙂 a proposito, auguri di buona Pasqua a tutti voi!

Oggi voglio parlarvi di un’innovazione, a mio parere molto positiva, che si sta facendo strada in molte città e nello specifico nella nostra Burgos: il servizio di biciclette pubbliche. Bicibur: bici a Burgos.

Questo sistema è stato creato e sviluppato per ravvivare l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto alternativo, o semplicemente ludico, nella città di Burgos.

Funziona così: chi volesse usufruire di questo servizio deve andare nel municipio (e più precisamente negli uffici responsabili: Servicio Municipal de Accessibilidad, Transportes y Movilidad – Oficina de Movilidad) di Burgos, portando i documenti necessari, e farsi attivare una tessera, la Bonobus, potendola utilizzare indistintamente per i due mezzi di trasporto, le biciclette e i trasporti pubblici. Possono usufruirne tutti: residenti, non residenti e turisti; maggiori di 18 anni ed anche i minori, naturalmente con l’autorizzazione dei genitori. Tutto questo al costo di 15 €.

Sparsi nella città di Burgos, ci sono dei punti in cui si possono “affittare” le biciclette. E’ molto semplice: sono come dei “parcheggi” in cui sono posizionate le biciclette, e collegato a questa specie di parcheggio, c’è un piccolo schermo con vicino una fessurina. Proprio lì si deve inserire la tessera, digitare il codice pin, ossia la password che ci viene data nell’ufficio quando attiviamo la tessera, et voilà, la bicicletta è tutta nostra, pronta per essere utilizzata e portarci dove vogliamo! Attenzione però, c’è un tempo limite di utilizzo: due ore, entro le quali la bicicletta si deve riconsegnare in uno dei vari punti della città in cui sono posizionate le biciclette (sono davvero tanti). Questo sistema permette a tutti di poter beneficiare del servizio in maniera equa, e soprattutto di far sì che le biciclette tornino sempre in uno dei numerosi punti della città. Sì, perché se la bicicletta non viene riconsegnata entro le due ore stabilite, la tessera verrà disattivata, e non potrà più essere utilizzata, né per le biciclette, né per gli autobus.

Quindi, cosa aspettate? Tutti in sella! Io l’ho provato e ve lo consiglio vivamente, sottolineando la comodità e l’utilità di questa vantaggiosa attività 🙂

Vi lascio con delle foto, e, per i più curiosi anche con il link Bicibur 😉 (cliccate QUI)

A prestisssssimo :-*

 

Un arco così maestoso da sembrare un castello

Ciao a tutti, amici miei! 🙂

Dopo queste precedenti parentesi, una sul Cammino di Santiago (su cui in seguito ritornerò), e l’altra sul Sondaggio riguardo la Spagna, torno insieme a voi (purtroppo solo virtualmente) a Burgos, a mostrarvi e rendervi partecipi delle sue meraviglie.

Vorrei iniziare parlandovi dell’Arco di Santa Maria.

Arco di Santa Marìa

Arco di Santa Marìa


Questo imponente edificio, che ha l’aspetto di un castello con due grandi torri, è una delle principali porte di accesso alla città. Si trova nel pieno centro di Burgos: è abbastanza vicino alla cattedrale e a Plaza Mayor, una delle piazze principali della città. E’ situato sull’altra sponda del fiume Arlanzòn, lungo il Paseo de Espolon. Attraversando quest’arco entriamo nel cuore della città vecchia, direttamente verso la cattedrale.

E’ stato dichiarato Monumento Storico-Artistico.

I lavori per la sua costruzione ebbero inizio nel 1536 e terminarono nel 1553.

Sembra un castello con merli, torri e un arco trionfale in onore di Carlo V, che è dominato dall’immagine di Santa Marìa la Mayor, (da cui prende il nome l’arco). La facciata è ben lavorata, con varie sculture nelle nicchie. E’ possibile accedere al suo interno e visitare la famosa Sala de la Poridad ed il suo stile arabo. Inoltre è presente un murales del pittore di Burgos Vela Zanetti, e una sala che costituisce il museo della farmacia, dove si trovano diversi utensili antichi e vasi.

Vederlo per la prima volta mi ha colpita molto, soprattutto per ciò che si vede dietro di esso 🙂

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Sì, come ho già detto, oltrepassando l’Arco di Santa Maria, si accede direttamente alla cattedrale di Burgos, che si trova appena dietro l’arco.

Vedere la cattedrale è stato per me incredibile e molto sorprendente. Ma questa è un’altra storia. E un altro articolo. 😉

Restate con me! A presto amici! 🙂